Premetto che mi è sempre piaciuto molto il modo di scrivere della giornalista Guia Soncini, però ho trovato la sua intervista a Kiera Knightley, sul numero di Gioia di questa settimana, a dir poco sgradevole.
La giornalista ha incontrato l’attrice in occasione dell’uscita del film Non lasciarmi, da oggi nelle sale italiane, tratto dal bellissimo romanzo Never let me go di Kazuo Ishiguro, autore del celebre libro The remains of the day.
La Soncini avvisa subito i lettori di essere stata in grado di fare innervosire l’att
rice, ancora prima di iniziare l’intervista. Il motivo del diverbio è questo: nelle ultime scene del film a Keira viene tolto un rene. Così l’attrice racconta un aneddoto: “Mio fratello ha visto il film a una première seguita dalle domande del pubblico, e mentre salivo sul palco per rispondere alle mi ha raggiunto e mi ha toccato: “E’ ancora lì vero?Non mi è piaciuta la scena”. La giornalista scrive:”Ride ma non sta scherzando. Non riesco a trattenermi: è il suo fratellino piccolo, vero?” “Ha 32 anni”. “Deve sfuggirmi un’espressione di compatimento, perché sembra offesa”.
Per tutta l’intervista la Soncini sembra voler intenzionalmente provocare e far innervosire l’attrice, che come è noto a tutti, facendoglielo anche notare, odia le interviste e non sopporta la stampa.
Non voglio giudicare se Keira Knightley sia più o meno simpatica, cordiale o snob o che la giornalista non sia in grado di fare il suo lavoro. Quello che mi ha colpito, leggendo l’introduzione dell’intervista, è che la Soncini sia particolarmente prevenuta nei confronti dell’attrice e che lo faccia in un modo, a mio parere arrogante e non con l’ironia che contraddistingue il suo modo di scrivere.
Scrive, infatti, che le ragioni per cui le sue domande vertono solo sul film sono sia dovute al fatto che bisogna sempre “simulare interesse per la loro arte” e inoltre perché la Knightley “filosofeggia di cose” che a lei non interessano. Quindi preferisce studiare il suo look, che neanche a dirlo critica, invece di ascoltare ciò che ha da dire, perché, dal suo punto di vista, è una di quelle che vuole dimostrare di essere “un’attrice di contenuti, disinteressata a ciò che indossa”. Probabilmente per Guia Soncini l’apparire conta più dell’essere.
N.B: Il film è molto bello, come il libro. Da vedere!E da leggere!
Giusi Bongini

