“Se fossi nato cento o duecento anni fa, avrei potuto fare lo scultore, ma la fotografia è un mezzo molto veloce per vedere e per fare scultura”.
Robert Mapplethorpe
Con il patrocinio del Comune di Milano, uno scatto dopo l’altro, in 178 frammenti, si ripercorre la biografia artistica di uno dei più grandi fotografi del Novecento, Robert Mapplethorpe. La mostra rimarrà aperta fino al 29 aprile
In sette sezioni monotematiche, la mostra esibisce i soggetti prediletti dall’artista, un’esposizione retrospettiva capace di catapultare lo spettatore in una realtà asettica, che nel perenne contrasto tra bianco e nero, lascia spazio solo all’intensità di immagini non convenzionali.

Dalle Polaroid dei primi anni Settanta, si prosegue con i celebri ritratti, la serie dedicata a Lisa Lyon – prima campionessa di bodybuilding – e le splendide immagini incentrate sul corpo maschile e femminile, indagato e celebrato come mai prima di allora.
Quindi le nature morte, i malinconici volti di bambini e l’omaggio a Patti Smith, musa ispiratrice e compagna di vita per sette anni, fino alla scoperta dell’omosessualità dell’artista.
Quindi le nature morte, i malinconici volti di bambini e l’omaggio a Patti Smith, musa ispiratrice e compagna di vita per sette anni, fino alla scoperta dell’omosessualità dell’artista. Erotismo e malinconia.
Perfezione e scandalo.
Nella sua carriera queste sono state le etichette, le cifre distintive che ne hanno caratterizzato l’interpretazione. Eppure il termine che più di tutti è in grado di racchiudere la forza creatrice dell’artista è “inaspettato”.
La New York spumeggiante e trasgressiva degli anni ‘60 e ‘80 con l’apoteosi della Pop Art waroliana, del new dada, della body art e del body building, delle performance, in un crescendo scandito dalla liberazione sessuale.
La mostra si articola in sette sezioni, Polaroid (mai esposte) e primi lavori, Autoritratti (anche gli ultimi, già compromesso dall’AIDS e prossimo alla scomparsa 1989), Corpo, Fiori, Patti Smith, Ritratti, Bambini.
“Spesso l’arte contemporanea mi mette in crisi perché la trovo imperfetta. Per essere perfetta non è che debba essere giusta dal punto di vista anatomico. Un ritratto di Picasso è perfetto. Non c’è niente di contestabile. Nelle mie fotografie migliori non c’è niente di contestabile, così é. È quello che cerco di ottenere. Credo che uno potrebbe sfogliare una quantità delle mie fotografie e dire: Ecco, questa somiglia all’artista tale, e questa somiglia all’artista talaltro. Ma mi piacerebbe pensare che le influenze non siano poi troppo forti.
Ricerco la perfezione della forma. Lo faccio con i ritratti. Lo faccio con i peni. Lo faccio con i fiori. Non c’è differenza da un soggetto all’altro: Cerco di catturare qualcosa che potrebbe essere scultura.”
Orari: tutti i giorni dalle 10 alle 20 - Giovedì e Venerdì dalle 10 alle 22 - lunedì chiuso
Biglietto: Intero: 7,50 euro - Ridotto: 6 euro - Scuole: 4 euro
Informazioni: T. 02.5811.8067 - T. 02.8907.5419
Sec Relazioni Pubbliche e Istituzionali: T. +39 02.6249991
Elena Todisco – 339 1919562 – todisco@secrp.it - Giorgia Tardivo – 333 7259944 – tardivo@secrp.it - Chiara Flores d’Arcais – 349 0813201 – darcais@secrp.it
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Piazza Tito Lucrezio Caro 1
Milano
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Melissa Ceccon



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