Per la prima volta Milano rende omaggio ad Artemia Gentileschi con una personale dedicata a questa eccelsa protagonista del Seicento europeo, seguendola, con documenti editi ed inediti, nelle sue non comuni esperienze di vita.
La mostra si apre con intervento scenografico e teatrale curato dalla regista Emma Dante che decide di affrontare l’evento che ha segnato indelebilmente la vita della pittrice- lo stupro subito per mano del collega del padre Agostino Tassi.
La mostra, forte di oltre 50 opere e documenti inediti, presenta al pubblico ogni nodo essenziale e specifico della pittura di Artemisia. La forza espressiva del suo linguaggio pittorico e l’interesse per la figura artistica vennero letti e utilizzati anche in chiave femminista, mettendo in ombra i suoi riconoscimenti pittorici, ma accrescendo il fascino del suo personaggio.
Vengono ricoperse le quattro fasi che contraddistinguono la sua vita:
gli inizi a Roma sotto l’influenza del padre Orazio, gli anni a Firenze, il ritorno a Roma all’inizio degli anni Venti ed il successivo quasi quarto di secolo a Napoli fino alla morte giunta nel 1653.
Roberto Longhi scrisse di lei nel 1916: «l’unica donna in Italia che abbia mai saputo che cosa sia pittura, e colore, e impasto, e simili essenzialità…»; tuttavia l’artista ha dovuto aspettare oltre tre secoli per vedere riconosciuto dai posteri il suo status di grande pittore. Infatti in quell’epoca alle donne non era concesso svolgere la professione di pittrice ed erano pochissime le donne famose che dipingevano.
Fino al secondo dopoguerra, infatti, la Gentileschi viene ricordata più per il processo per deflorazione intentato al collega del padre Agostino Tassi. Dai primi anni Sessanta, la vicende della sua vita avventurosa e libera, come la forza espressiva e il linguaggio ricco e fantasioso della sua arte, sono stati oggetto di studi ed interpretazioni da parte della critica femminista: Artemisia diveniva un simbolo di coraggio ed emancipazione, ma la sua eccelsa pittura, ammirata sin dal Seicento e ricercata dai potenti di tutta Europa, era messa in secondo piano.
In Mostra a Palazzo Reale di Milano fino al 29 gennaio 2012.
Orari:
Lun: 14.30-19.30
Mar-Dom: 9.30-19.30
Gio e Sab: 9.30-22.30
ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Giusi Bongini




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