A volte non basta aver vissuto una vita degna di un film per fare un bel film. E’ il caso di ‘J. Egar’, in questi giorni al cinema.
Trama: Emblema e punto di riferimento dell’applicazione e del rispetto della legge negli Stati Uniti, J. Edgar Hoover è stato per quasi 50 anni il capo dell’Fbi, un uomo di potere temuto e ammirato, insultato e venerato. Ma, nel chiuso delle sue stanze, egli custodiva segreti che avrebbero distrutto la sua immagine, la sua carriera e la sua vita
Chi è J.Edgar :
Quando il Presidente Calvin Coolidge lo mise, giovanissimo, a capo del servizio FBI, c’erano 600 agenti in forza: al termine della sua gestione erano 6.000. L’accademia nazionale per l’addestramento degli agenti, l’immenso archivio per le impronte digitali, i laboratori scientifici, sono creazioni di Hoover.
Ereditò un’organizzazione indebolita dalle politiche, dall’inettitudine dei raccomandati: lui fece piazza pulita di tutto, instaurò una disciplina ferrea, metodi rigidissimi di addestramento e di selezione, e fece dell’FBI uno strumento di rara efficienza. Tuttavia alcuni lo ritengono fra i responsabili delle numerose violenze commesse dagli agenti nei confronti della comunità afroamericana, con un presunto accanimento particolare verso i membri di organizzazioni come le Black Panthers. Combatté il gangsterismo, eliminò John Dillinger detto il pericolo pubblico numero uno, e George R. Kelly detto machine gun (mitragliatrice). Scoprì dopo quattro anni di indagini il rapitore ed uccisore di Baby Lindbergh. In un paese con una criminalità così estesa e fenomeni di violenza così gravi come gli Stati Uniti, Hoover diventò per alcuni una specie di eroe nazionale. Verso la fine della sua carriera, tuttavia, venne accusato di violazione dei diritti civili (programma COINTELPRO) per aver disposto indagini illecite tese ad identificare cittadini americani ritenuti per le loro idee politiche simpatizzanti con il comunismo durante il maccartismo. Tra questi ricordiamo il caso più famoso: Charlie Chaplin, ma anche Martin Luther King e molti altri.
La nostra opinione: Film decisamente noioso, con una trama che non si sviluppa mai. Viene raccontata la vita del personaggio, attraverso interminabili flash back, senza mai focalizzarsi su un episodio particolare. Risultato? Una gran confusione che, al termine del film, ti porta a cercare da qualche parte la biografia di J.Edgar per capire effettivamente cosa ha fatto durante quei i suoi 50 anni nell’ FBI.
La presunta omossessualità di Hoover, nel film, non è più tanto presunta visto che già dall’inizio si può intuire qualcosa nel suo rapporto affettivo con il collega e compagno Clyde Tolson.
I collegamenti ai fatti storici non sono ben chiari con il rischio che, chi non è afferrato in materia, perda il filo del discorso.
Poco credibili, a nostro avviso, gli attori invecchiati.
Insomma, il nostro voto è un 6 di incoraggiamento visto che il regista è un nome noto del grande schermo: Clint Eastwood. Ci aspettavamo di più, molto di più.
Melissa Ceccon


